La nostra storia 2 - ALPINI SOLBIATE

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La nostra storia 2

E la vita continua…………….

L’elezione nel 1980 di Annibale Tomasini a capogruppo (Tagliaferri rimarrà onorario sino alla morte nel 1996) e il rinnovamento delle cariche sociali con molti giovani, definiscono l’assetto del gruppo, si gettano le basi per l’attività futura che lo rendono operativo nel proseguo degli anni.  


La sistemazione di una lapide con la scritta “La tua vita mutata continua…….”. al Santuario della “Madonna degli Alpini” a Boario è il riconoscimento del gruppo ai Caduti di tutte le guerre.



Iniziative  intraprese nel 1981:

Iniziano i  lavori all’interno dell’oratorio San Gregorio (chiesa del Lazzaretto);
A mezzogiorno, durante la festa alpina, s’invitano a pranzo i bambini dell’Asilo infantile; diventerà un appuntamento   tradizionale di tutte le nostre feste negli anni a venire.
I soci alpini aumentano a 51.
Orgogliosamente e in modo organizzato si partecipa ai festeggiamenti del 50° di fondazione della sezione di Varese.

Nel 1982, in occasione della festa del gruppo, per la prima volta  si celebra la S. Messa al Lazzaretto; il pellegrinaggio annuale è effettuato a Somasca di Vercurago ( CO); il gruppo si accolla la spesa per la dotazione di un proprio tendone da usare nelle feste ( costo Lire 1.100.000).

Nel dicembre si colloca una lapide in memoria di “Tutti gli Alpini Caduti in Guerra”.




Il 1983 sarà l’anno storico per il gruppo, oltre che essere l’Anno Santo per la Chiesa.




L’incontro in Piazza San Pietro con Sua Santità Giovanni PaoloII, per la benedizione della campana del Ricordo, che sarà posizionata sul nuovo campanile al Lazzaretto.
E’ poi l’ultima volta che si svolge la festa nel cortile della sede, ed è proprio in quest’occasione che un gruppo di alpini di Fagnano Olona, entusiasmati dalle iniziative del gruppo, si stacca da quello di Cassano e si iscrive da noi.

Si dà avvio ai lavori di costruzione del nuovo campanile del Lazzaretto, autorizzati dalla Sovrintendenza alle belle Arti in data 9/8/84, e nel giro di un mese, si portano a termine.  L’inaugurazione, a distanza di un anno esatto dall’incontro con il Santo Padre, caratterizza gli impegni dei soci nel 1984, anno che ci vede inoltre impegnati nell’organizzazione della  "Giornata del Ricordo” (31 ottobre) e nel servizio d’ordine al Sacro Monte per l’ascesa del Papa il 3 novembre.
Da quest’anno la festa si svolgerà nel vecchio parcheggio della S.I.R. nella zona bassa di Via San Vito.







Nel 1985, per far conoscere meglio la storia e il significato del Tricolore, vengono regalate alle Istituzioni del paese    ( Municipio, scuole.. ) la bandiera e il pennone, con il caldo invito ad esporla in tutte le manifestazioni civili.
Gli alpini solbiatesi si dotano di una propria camicia ( verde riquadri bianchi) per uniformarsi nei raduni.

Nel 1986 avviene il “ cambio della guardia”, come si dice in gergo militare; si elegge a Capogruppo Andrea Costeniero a Vice, Giuseppe Zuccolotto e a segretario Franco Banfi.

Iniziano le prime trattative per il gemellaggio con il Gruppo Alpini di Pietra Ligure (SV).




Grazie ai fratelli alpini Angelo e Carlo Bolla, residenti da anni in paese e nativi di Pietra Ligure, nei giorni 25/26 di Aprile 1987 i due gruppi alpini si gemellano; prima in quel di Pietra e l’anno successivo da noi.
In quest’anno si contano ben 61 soci alpini e 16 simpatizzanti.







Pensa alpin la tua casetta se la rivedrai ancor……….


Nel 1988 iniziano i lavori di ristrutturazione, da parte del Comune, del comparto di Via S. Anna e S. Antonino e il gruppo è costretto, con tanto malincuore, a  lasciare i locali della sede.  Il Sindaco, Giovanni Bianchi, promette  l’assegnazione di altri locali nello stesso cortile, per la nuova sede. Provvisoriamente siamo gentilmente ospitati nei locali di proprietà della Pia, moglie del vicecapogruppo Zuccolotto, in Via Patrioti.





Il 23/24 aprile ospitiamo gli amici di Pietra Ligure per il gemellaggio a Solbiate.
Il 2 ottobre festeggiamo anche il 10° anniversario di fondazione con il coro Valbertina di Abbiate, la sera del sabato,  la sfilata e il pranzo da “Rubin” la domenica.






Per tutto il 1988/89 proseguono i lavori di sostituzione e manutenzione ai tetti del Lazzaretto con un notevole impegno di uomini e finanze.

Come promesso, l’Amministrazione Comunale ci assegna, nel 1990, i locali grezzi nella parte ristrutturata dei vecchi portici, (dove c’era la vecchia macchina per sgranare il grano), da adibire a nuova sede. Il gruppo si impegna con tecnici e uomini, al completamento dei lavori e alla definizione degli spazi interni, al fine di renderli adatti alle esigenze sociali.
Nel contempo il gruppo riceve il 3 giugno, la visita di Mons. Carboni, invitato l’anno precedente nell’incontro a Fano, durante il viaggio di andata all’Adunata di Pescara.

Nel 1991 terminano i lavori per l’adeguamento della sede che hanno comportato una spesa totale di Lire 5.700.000;  con la soddisfazione dei soci per aver realizzato un luogo idoneo a trascorrere le serate di ritrovo. Rimane, purtroppo ancora oggi, l’annoso problema del riscaldamento).

Il 5 Maggio 1992, con ”il ritorno alla Casa del Padre” perdiamo il nostro parroco e  cappellano don Angelo Porro, compagno e continuo sprone alle nostre iniziative di custodia e miglioria del Lazzaretto  e di beneficenza, con lui era iniziata, nel 1989,  la collaborazione alla preparazione dei pasti, nell’annuale festa dell’oratorio, che si protrae ancora oggi.
In occasione della festa del gruppo, lunedì 29 giugno, abbiamo l’onore di essere i primi cittadini a conoscere il nuovo parroco don Luciano Premoli, accompagnato dall’indimenticabile don Gianni.
A settembre aderiamo al Pellegrinaggio della Sezione, per la consegna dell’olio votivo alla Madonna del Don a Mestre.
Il 25 di ottobre organizziamo la” 1° festa d’Autunno” presso il cortile della sede con la tradizionale “polenta e brusciti” e nel pomeriggio caldarroste.
Il 31 ottobre tocca a noi preparare la “giornata del Ricordo”, una manifestazione a carattere religioso, che si svolge annualmente tra i gruppi della Zona 10, in commemorazione degli alpini Caduti; in quella serata il nuovo Parroco don Luciano   riceve in omaggio un cappello alpino e l’ufficiale investitura a Cappellano del gruppo.

 
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